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15 bed Property for sale

Villa Verità

$827,209 | £634,991 | €700,000
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ForSale 3600 SqMt Area 7Baths 15Beds

Villa Verità - Sec. XIII-XVI


Villa Verità, nell’antico borgo di Concamarise, nei pressi della vecchia chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Lorenzo e Stefano, sorge Villa Verità, nota anche come Corte dominicale Verità alla Villa; essa fu costruita a più riprese, con manipolazioni ed aggiunte, sulle strutture di una corte fortificata del XIII secolo.​​​​​​


Un grande parco all’inglese, realizzato alla metà del 1800 e racchiuso da una cinta muraria, fa corona ai corpi di fabbrica sviluppati attorno ad una torre, sormontata da merli ghibellini chiusi, che rimanda, in senso ormai soltanto figurato, alla matrice castellana del complesso.


La presenza della nobile famiglia Verità a Concamarise risale al 1405, quando Antonio Verità acquistò – dalla fattoria degli Scaligeri – il primo nucleo di terreni, che venne poi ingrandito nei secoli successivi.


Villa Verità era, infatti, elencata nel 1225 nel libro del Comune di Verona come una corte “ costruita in muratura”, ed era di Bartolomeo da Palazzo; con l’avvento al potere di Ezzelino da Romano, Giovanni da Palazzo, che si era schierato con i conti Sambonifacio, cadde in disgrazia e venne spogliato di tutti i suoi beni. Nel 1247, Ezzelino da romano acquisì anche la proprietà di Concamarise che, dopo la sua caduta, entrò a far parte della fattoria degli Scaligeri.​​​​​​


Per tutto il ‘400 ed il ‘500, l’antica corte conservò la struttura fortificata da un recinto di alte mura, guardate da camminamenti di ronda, con un profondo fossato all’esterno, alimentato dalle acque della Sanuda. La trasformazione da corte-castello a villa rustico-residenziale patrizia fu graduale e si protrasse per tutto il ‘600.


Nel 1553, come attestano le carte d’archivio, la residenza consisteva in una “ petia de tera murà, copà et solarà, cum fenile, colombaia, pozo, ara et horto”: si trattava, dunque, di un complesso rustico con torre colombaia, che fungeva al duplice scopo di corte rurale e di fortilizio.


Nel tempo, si intervenne con la dotazione di altre strutture sussidiarie, atte a trasformare la villa in confortevole dimora signorile per il soggiorno dei proprietari patrizi.​​​​​​


Nel 1692, la villa risulta già composta di varie camere riccamente arredate, di due “ caneve” (ovvero cantine), una rimessa per le carrozze, la camera dei “ carozeri”, la stalla, il fienile, la “ tinazara” per accogliervi le botti, la camera delle “ brente” (ovvero la lavanderia) e la stalla per i bovini.


Per quanto riguarda il fondo agrario annesso alla villa, esso era formato nel 1745 da tre possedimenti in Concamarise, che rendevano 200 ducati l’anno, una in Asparetto di Cerea ed una in Sanguinetto.


Il prospetto del complesso architettonico della villa mostra oggi le varie aggiunte succedutesi nel corso dei secoli: secentesca è la residenza padronale, mentre l’antica torre colombaia ha subito nel 1800 l’aggiunta dei merli chiusi ghibellini di pieno gusto neoromantico (era all’epoca proprietaria la famiglia Montanari, alla quale si deve anche la progettazione del vasto parco informale all’inglese).


All’interno, si ammirano affreschi che ricordano le armi gentilizie di storiche famiglie influenti, come i Gonzaga, i Malaspina, i Cavalli, i Rangoni, gli Spolverini ed i Bevilacqua.


​​​​​​Villa storica quindi, della bassa veronese, immersa in un parco secolare e circondata da terreni agricoli, il tutto completamente recintato da mura alte più di due metri; la villa, disposta su due e tre piani, si presenta ricca di affreschi tipici dell'epoca. La villa si compone di una parte di fabbricato padronale e altre parti di servizio per un totale di oltre tremila metri quadrati e sorge su un parco di circa quarantamila metri quadrati con all'interno un piccolo laghetto; il restante terreno attualmente adibito come agricolo, è di circa sessantamila metri quadrati a completamento del fondo recintato; questo ha quattro accessi da strada provinciale perimetrale. La villa principale è sottoposta a vincolo storico, mentre i caseggiati circostanti non sono vincolati; da fonti storiche, risulta che i primi interventi di costruzione risalgano all'anno 1225 e successivamente terminata nel 1600 circa. 


Oggi l'intero complesso risulta abbandonato e bisognoso di interventi di ristrutturazione; le unità immobiliari censite sono otto, ovvero la villa, sei unità adibite ad appartamenti un tempo riservati alle maestranze e una villa con stalla riservata al coltivatore agricolo.


Con il Decreto Rilancio 07/2020 si possono ristrutturare gli edifici usufruendo di agevolazioni fiscali fino al 110% (consulta la guida dell’Agenzia delle Entrate qui).

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